Paperopoli Atto

Sanzioni amministrative per prolungamento della sosta a pagamento con scadenza del ticket

Interrogazione del Consiglio Comunale N° OM/2014/04/24 del 24 marzo 2014

Presentazione
Discussione
24.3.2014
  • 26.3.2014
  • risposta

Proponenti

  • Giuseppe Galli
    Vice presidente Consiglio Comunale
    A.C.
    Monitorato da 0 cittadini

Paperopoli, 24/3/14

Al Sindaco dr. Costantino Bruno
E p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale dr. Giulio Conti

OGGETTO: Interrogazione scritta a risposte scritta relativa alle sanzioni amministrative per prolungamento della sosta a pagamento con scadenza del ticket.

Il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale rivolge all’Amministrazione Comunale la seguente interrogazione scritta.

Chi prolunga la sosta nelle strisce blu oltre l'orario per il quale ha regolarmente pagato viola il codice della strada e merita una sanzione o deve solo saldare la parte mancante della tariffa? Questa, in poche parole, la domanda posta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Costantino Lupi da un'interrogazione parlamentare a cui ha risposto il sottosegreierio Umberto Del Basso De Caro facendo chiarezza sui dubbi interpretativi sollevati da molti Comuni e su una presunta, ma inesistente, divergenza tra il ministero deile Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell'Interno.

Il ministero dei Trasporti ha ripetutamente espresso nel tempo il parere che, nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisce violazione di una norma di comportamento, ma configuri unicamente una "inadempienza contrattuale".

Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l'inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta. Niente multa, insomma, perché "in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall'articolo 157, comma 6, e precisamente l‘obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l'orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l'obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questa esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comme 8, del Codice medesimo".

Ma, obiettano alcuni Comuni, un parere del ministero dell'Interno del 2003 dice il contrario. Risponde il Ministero dei Trasporti: "Non risulta alcuna situazione di conflitto interpretativo con il Ministero dell'Interno: quest'ultimo, infatti, in seguito a un riesame della propria posizione espressa nei 2003, ha successivamente (nel 2007) condiviso la disamina della tematica svolta dal Mit ed emesso (nel 2010) una serie di pareri in tal senso", pareri condivisi dal Servizio della Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Corne recuperare dunque i mancati pagamenti? Il ministero dei Trasporti risponde che le amministrazioni locali possono afñdare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali da stabilire con apposito regolamento comunale secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal Codice Civile e dal Codice del Consumo.

A ciò si aggiunge la problematica di tutte le sanzioni comminate negli ultimi 60 giorni per le quali è possibile fare ancora ricorso al prefetto o al giudice di pace e che fine faranno i soldi indebitamente incassati dai comuni in tutti questi anni.

Per le associazioni dei consumatori tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni dovrebbero essere annullate d'ufficio dai Comuni che le hanno emesse, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissionl di atti d'ufficio.

Tutto cio premesso, si fa richiesta all'Amministrazione:

1) se ha intenzione di ottemperare al parere del Ministero dei Trasporti e quindi bloccare le procedure di elevazione di sanzioni amministrative nei casi di ticket per la sosta scaduto;

2) se ha intenzione di annullare ln autotutela tutte le sanzioni comminate per le quali sono ancora aperti i termini per i ricorsi alle competenti autorità

3) se ha valutato l'opportunità di adeguare gli strumenti par la riscossione della parte residua della sosta non pagata, adottando un apposito regolamento e sistemi di calcolo delle somme non pagate.

Sicuro di un certo riscontro, porgo distinti saluti.

Il Vice Presidente del Consiglio Comunale
(Antonio Galli)

Risposta

Comune di Senigallia - Il Sindaco

Senigallia, 26 marzo 2014
Prot. n. IX.2.9

Al Consigliere Comunale Sig. Alessandro Cicconi Massi
Al Presidente del Consiglio Comunale Sig. Enzo Monachesi
Loro Sedi

Oggetto: Interrogazione scritta a risposta scritta relativa alle sanzioni amministrative per prolungamento della sosta a pagamento con scadenza del ticket.

Faccio seguito alla Sua interrogazione relativa alla questione in oggetto pervenuta ieri e per la cui risposta ho provveduto a chiedere informazioni tecniche, state la natura della materia, al competente Dirigente della Polizia Municipale. Al riguardo segnalo come l’interrogazione in esame consenta di evidenziare, in via preliminare, alcuni aspetti della tematica della sosta nelle aree urbane e in quelle del lungomare a maggiore richiesta di rotazione.

E’ noto che le zone del centro storico e quelle del lungomare sono da sempre oggetto di una forte domanda di sosta da parte di categorie diversificate di utenti con esigenze e finalità diverse se non contrastanti. I residenti hanno necessità di utilizzare gli spazi come parcheggio pertinenziale della loro abitazione; gli esercenti hanno necessità di effettuare attività di carico/scarico; i clienti delle attività hanno necessità di poter trovare spazi nei pressi delle attività per poter effettuare le proprie commissioni sia negli esercizi commerciali che nei diversi uffici pubblici e privati; i turisti hanno la necessità di poter lasciare il veicolo per un periodo necessariamente lungo per poter effettuare le loro visite con tranquillità. In questa diversificazione di interessi, a volta contrastanti, è dovere dell’Amministrazione comunale scegliere le modalità di sosta che, pur tenendo in giusta considerazione le esigenze dei residenti, venga favorito un utilizzo massimamente produttivo degli spazi disponibili, favorendo la rotazione degli spazi disponibili, in una politica complessiva della mobilità che incentivi anche l’uso di mezzi alternativi all’automobile. In tale disegno complessivo rientra lo strumento della sosta a pagamento, volto a favorire al massimo la rotazione ed il ricambio degli spazi disponibili, soprattutto nelle aree maggiormente appetibili. Questo è uno strumento che non viene utilizzato solo a Senigallia, ma in tutte le città d’Europa in quanto è uno dei pochi strumenti efficaci per governare la mobilità cittadina e non sistema per “fare cassa” come spesso viene bollato in maniera del tutto superficiale.

Per altro allo scopo di venire incontro alle esigenze di quanti non hanno certezza del tempo che impiegheranno nella sosta e quindi non intendono da un lato effettuare un pagamento più elevato del dovuto ma nello stesso tempo non rischiare una sanzione è stata attivata una modalità di pagamento innovativa con il sistema MyCicero che consente, con un semplice telefono cellulare o con uno smartphon di poter scaricare un applicativo che permette di pagare solo ed esclusivamente i minuti di effettiva sosta nelle aree a pagamento. Questa modalità consente anche di evitare di dover ricercare i parcometri, i punti vendita delle schede prepagate e la disponibilità di monete per i pagamenti. Come vede l’obiettivo di “fare cassa” è un pretesto che non regge.

Passando al merito dell’interrogazione si fa presente che quanto affermato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti a voce del sottosegretario in commissione parlamentare costituisce un parere, seppur autorevole, ma pur sempre un parere. Infatti, pur con il rispetto dovuto, l’opinione di un Ministero non può essere prevalente rispetto al parere della giurisprudenza della Corte di Cassazione che, sul tema, ha espresso una posizione costante e univoca nettamente opposta. Al riguardo più volte la Cassazione si è espressa nel merito della vicenda confermando (Cass. Civ. sez. II nr. 22.036 del 2/9/2008, Cass. Civ. sez. II n. 20.308 del 4/10/2011, Cass. Civ. sez. VI nr. 30 del 9/1/2012) quanto già operato da anni da tutti i comuni d’Italia e cioè che il periodo di sosta che è scaduto deve essere sanzionato con l’applicazione dell’art. 7 comma 15 del D. Lgs. nr. 285/1992 (Nuovo codice della strada) e non può costituire una semplice inadempienza contrattuale. Del resto è lo stesso codice della strada che esclude la possibilità di configurare il mancato pagamento quale semplice inadempimento contrattuale in quanto il mancato pagamento costituisce senza alcuna ombra di dubbio violazione amministrativa allo stesso codice. Ulteriore conferma della correttezza dell’applicazione si ha, quale conferma indiretta, dalla Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale del Lazio in quanto con la sentenza n. 888/2012 ha condannato dal punto di vista contabile una società di gestione della sosta che aveva applicato il sistema proposto dal Ministero delle Infrastrutture, non prevedendo l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria stabilita dal codice della strada nel caso in cui gli ausiliari del traffico dipendenti della società trovavano le auto con i ticket scaduti. Per quanto sopra non è possibile, per contrarietà al dettato normativo così come risulta interpretato dalla giurisprudenza della suprema corte alla data odierna, in maniera costante e inequivocabile, bloccare o annullare le procedure in corso relative alle violazioni accertate, anche per non provocare in un danno erariale certo a carico del Comune.

Certo è che se posso esprimere una mia considerazione politica e istituzionale che va oltre quanto illustrato in precedenza, vien da dire che siamo di fronte ad una situazione di confusione alimentata da chi avrebbe il compito e gli strumenti per fare chiarezza e decidere in proposito. Se il legislatore interverrà con provvedimenti normativi nuovi, chiari, lineari tali da non lasciare spazio a interpretazioni di sorta, non esiteremo a comportarci di conseguenza, anzi me lo auguro e lo auspico fortemente. E perché questo accada ho interessato della questione il Presidente nazionale dell’ANCI Piero Fassino che ha già chiesto un incontro urgente con il Ministro Lupi e con il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al fine di evitare ulteriori aggravi per i cittadini e per chiarire definitivamente in una posizione formale e condivisa i termini della questione”.

Cordiali saluti.

Maurizio Mangialardi