Paperopoli Atto

Alternative per la sospensione momentanea del servizio di interruzione volontaria della gravidanza nell'ospedale di Paperopoli

Interpellanza del Consiglio Comunale del 16 aprile 2014

Presentazione
Discussione
16.4.2014

Proponenti

Il Consigliere De Luca (Città Futura): Io rivolgo la mia interpellanza al Sindaco Bruno. Io non pretendo che lei ricordi un episodio che risale al precedente mandato, però potrebbe anche essere. Io ricordo, allora non ero consigliere comunale, ma venni chiamato in Commissione servizi sociali come ginecologo del consultorio insieme al direttore del reparto di ginecologia Dottor Chester, perché l’amministrazione comunale chiese di avere informazioni sul problema del servizio di interruzione volontaria della gravidanza perché era emersa la difficoltà a garantire questo diritto sancito da una legge del 1968. Oggi le dico che purtroppo la situazione che noi tracciammo in quella occasione non è uguale oggi, è peggiorata, siamo in una condizione di emergenza, non ci si è attivati nel corso degli anni, parlo di chi ha la responsabilità della gestione della sanità nei nostri territori, affinché un diritto acquisito con una legge che viene considerata nel mondo tra le migliori possibili, perché è una legge che pur considerando l’interruzione volontaria di gravidanza un fatto privato di quella singola donna, se ne fa carico come evento pubblico da contenere e da ridurre. Da questa legge trapela un senso morale che va oltre qualunque considerazione di etica cattolica o laica, in questa legge fu trovato allora da persone con grande senso dello Stato, una mediazione tra culture davvero diverse e fu veramente trovata questa mediazione che sfociò in una legge che ha dato dei risultati che raramente le leggi danno. Saprà benissimo che è stato ridotto del 45% il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza e se non tenessimo conto delle donne extracomunitarie che erano pressoché irrilevanti nel ’78, bene la riduzione del ricorso all’interruzione della gravidanza sarebbe stata del 60%, quindi raramente una legge centra così il suo obiettivo. Non solo ma la cosa importante è che è stato drasticamente ridotto il ricorso all’interruzione volontaria ripetuta che era uno degli obiettivi di questa legge, affinché non venisse usata come mezzo di contraccezione, e non lo è. Allora io brevemente perché abbiamo intenzione di proporre un ordine del giorno successivamente con il dovuto tempo e la dovuta attenzione che merita l’argomento, però le volevo far presente che in questo momento l’area di Paperopoli che fino ad oggi ha garantito anche per le carenze di ex zone territoriali limitrofe, come quella di Jesi. che è carente ormai da qualche anno, e questo servizio ricade sul territorio di Paperopoli e a onor del vero anche di Fabriano, bene per un motivo che conosciamo credo che ormai sia di pubblico dominio, quindi si possa dire, per un infortunio del direttore dell’unità operativa complessa di Ginecologia in questo momento nonostante la disponibilità mia e di tutte le ostetriche del consultorio, questo servizio a Paperopoli è praticamente sospeso e siamo costretti a inviare donne ad Ascoli presso l’AIED, e meno male che c’è questa struttura di volontariato sociale, di privato sociale, che in qualche maniera compensa le carenze del pubblico, però ci tengo a sottolineare che la stragrande maggioranza delle donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza lo fanno per motivi economici, sono donne nella cui famiglia spesso il reddito è assente, da due redditi spesso si trovano situazioni di nessun reddito, quindi anche arrivare ad Ascoli e dover comunque pagare una cifra perché il privato sociale comunque si regge su un minimo di contribuzione, anche dover pagare i 150-200 euro che costa, questa cifra può diventare qualcosa di veramente importante per la persona, per la donna in questo caso, che chiede l’interruzione di gravidanza. Quindi la mia richiesta è di attivarsi prima possibile con il direttore dell’area vasta affinché cerchi provvedimenti immediati, non programmazioni, magari convenzioni, a lui spetta trovare la modalità, a me spetta sollevare il problema.

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Risposta

Il SINDACO: Grazie consigliere De Luca. Ha posto un tema che è assolutamente come l’ha descritto. Ho avuto modo non più di una settimana fa di porre con le stesse modalità al nuovo direttore di area vasta quando si è presentato, e qualche giorno prima in assemblea dei sindaci alla presenza del direttore dell’area vasta e del direttore dell’Asur, il dottor Genga, l’assessore Rossi aveva posto lo stesso tema chiedendo un intervento e una soluzione, come giustamente consigliere ha indicato non sta a noi capire come, un tema che oggi riguarda l’intera area vasta 2, non conosco l’articolazione in questo caso regionale e non può essere che un servizio, al di là delle valutazioni etiche che ognuno di noi fa, ma sta dentro ad una norma che è come lei ha ricordato forse una delle più evolute almeno su scala europea, non può essere disattesa e non applicata per un infortunio di un medico, quindi siccome nell’incontro con il direttore sono state poste una serie di questioni e le stiamo tenendo sotto monitoraggio tutti, dalla cardiologia per il primariato al pronto soccorso, alla guardia medica, alla dialisi, neurologia, e quindi stiamo attendendo risposte, gli diamo un po’ di tempo per rimettere in fila le questioni e poi ritorneremo sul tema aspettandoci una risposta adeguata perché a fronte di una norma su cui ognuno di noi può dare una valutazione, quello che sta accadendo adesso è assolutamente umiliante, perché chi arriva a fare quella scelta lo fa in modo difficile, complicato e qualche volta anche tragico ma che va ricondotto poi dentro dei percorsi sociali, etici, economici ma oltre quello però non ci può essere l’umiliazione, e quindi sono perfettamente d’accordo che va affrontato e va risolto all’interno almeno della nostra area vasta sempre dentro quel concetto dove non c’è un ospedale etico e deontologico, ma c’è un sistema che funziona e dentro questo sistema bisogna che il servizio venga garantito. Avremo modo consigliere di risentirci su questo tema e anche su gli altri per un feedback rispetto agli impegni che reciprocamente ci siamo presi che non sono mai promesse, lo dico anche per chi appella termini al Sindaco, il Sindaco non promette mai, cancellato dal proprio vocabolario, non c’è, non l’ho mai usato, lo faccio anche in modo scientifico, chi invece recupera frasi del sindaco rispetto a questo termine lo fa in modo improprio come tante altre valutazioni che fanno sull’azione amministrativa che sono riconducibili a errori o incaLeonetà, ma questo non sta a me giudiLorenzo.

Si dà atto che entra il Consigliere Marino: Presenti con diritto di voto n. 20.

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Replica

Il Consigliere De Luca (Città Futura): Sono convinto dell’immediato interessamento del Sindaco, però comunico anche che l’oggetto di un futuro ordine del giorno parte da una esigenza. Visto che questo territorio è un territorio che ha dimostrato che una corretta organizzazione di questo servizio non solo da risposte immediate sul problema ma è in grado anche di ridurre il problema stesso, cioè di ridurre il ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza, qui a Paperopoli da almeno dieci anni abbiamo realizzato un progetto che aveva come obiettivo questo risultato e questo risultato è stato raggiunto. Però noi sappiamo che in Italia, e ormai in tutto il mondo occidentale, esiste la possibilità di consentire la scelta alla donna che vuole interrompere la gravidanza se ricorrere all’intervento chirurgico o all’interruzione volontaria medica, bene questa opportunità ancora nella Regione Marche non è garantita, è solo sulla carta garantita, questa opportunità al di là di una scelta di civiltà, al di là di questo, sarebbe una modalità che consentirebbe anche ai ginecologi del territorio di poter dare un grosso contributo nell’affrontare questo problema. Perché? Perché è proprio tra i ginecologi del territorio che ci sono meno obiettori mentre invece purtroppo questo non fa onore alla Regione Marche, la percentuale di ginecologi ospedalieri obiettori è al di sopra della media italiana, e questo crea dei grossi problemi nel garantire questo diritto, e crea dei grossi problemi ai colleghi ginecologi che non hanno obiettato e che si sono fatti carico di questo problema con tutto il peso che costoro portano anche nell’affrontare un problema eticamente così sensibile.

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